Diario di uno psicologo a Cagliari

Psicoterapia ipnotica: un modo facile per scoprire le proprie risorse e migliorare la qualità di vita

giovedì 24 maggio 2012

Crisi economica: cercasi giovani laureati

La selezione naturale della specie, in etologia, comporta che gli individui meno adatti -solitamente i più deboli-  che non hanno quelle skills che consentono di adattarsi efficacemente ad un nuovo ambiente, non superino le maglie del setaccio naturale. Questo significa che il passero che costruirà il nido migliore per la femmina, verrà scelto e proseguirà la specie. Mentre quello che ricicla nidi altrui, o lo rende meno attraente, brillante e luccicante -quindi dotato di caratteristiche cognitive inferiori- verrà scartato dalla femmina e la sua storia terminerà lì, senza discendenza.
Perché questo discorso sull'evoluzione della specie?
Parliamo di crisi economica, e applichiamolo al mondo del lavoro. Sento dire "c'è la crisi": lo sento dire da una vita, e l'ultima volta l'ho letto su una vecchia lettera del 1986 che diceva "in questo periodo di crisi i negozi chiudono". E vabeh.
Sento però anche dire che si vedono in giro molte macchine nuove (vero), che i locali sono sempre pieni (vero), che il sabato sera entrare in una pizzeria o ristorante senza prenotazione è molto molto difficile (vero), e che nei tabacchino è una strage di cadaveri di gratta e vinci, wind for life, superenalotto & company usati e abbandonati per terra. E ciascuno di quei biglietti,  che ai miei occhi nulla hanno di seducente - costano almeno 1€ l'uno, considerando che ho visto molte persone dotarsi di multipackaging, e comprare 3 di questo, 4 di quell'altro etc.
Il mercato cambia, come qualsiasi ambiente naturale cambia già di suo dopo 100 anni, figuriamoci se ci piazzi vicino una centrale nucleare o una piattaforma petrolifera.  Chi comprava vestiti firmati continua e continuerà a farlo, ma c'è uno spostamento globale di tendenza a muovere i soldi verso posti dove le cose costano meno (vedi la spesa) e altri soldi verso beni che costano infinitamente di più (smartphone da 600€ che 10 anni fa erano solo un miraggio mentre smanettavamo senza T9).
Facciamo le rate per il telefono, si stipulano abbonamenti con compagnie telefoniche che mensilmente scalano quei 20-30 euro in silenzio dal conto (la ricarica telefonica da grattare era più "chiassosa"), compriamo Ipad, i pod, iphone, snobbiamo vecchi telefoni nuovi da 60€ perché nessuno se ne fa più niente di un telefoniche fa solo chiamate, manda sms e scatta le foto a bassa risoluzione. Il mercato è cambiato e ci siamo adattati al nuovo ambiente.
Ma in tutto questo discorso, ci saranno ovviamente diversi passeri che hanno appreso a fare un nido pieno di pezzetti di vetro colorato, e questi vanno e andranno avanti (abbigliamento cinese, locali notturni alla "fish and chips"-ti siedi e con 10 euro hai un'ampia varietà di scelta, immediata gustosa e a poco prezzo).
Ma un'ampia schiera di persone non  è riuscita ad adattarsi all'ambiente, alla new economy e la conseguenza sono i negozi chiusi, la gente che non ce la fa con le tasse, il piccolo artigiano oberato dai debiti, il negozio di cd che ha chiuso perché la gente nel 2012 la musica se la "compra" on line, o i tanti noleggi di dvd, ormai obsoleti.
Come in natura, la via per "uscire dalla crisi" è dimenticarsi della crisi, e investire le proprie risorse per adattarsi all'ambiente (la zanzara e lo scarafaggio ce la fanno da millenni).
Non entro nel merito di professioni specifiche settoriali destinate a morire: è un danno collaterale inevitabile del cambiamento di mercato, ma voglio entrare nel merito delle nuove menti, di chi può fare la differenza: i giovani appena laureati in cerca della prima occupazione.

La laurea è un punto di arrivo? 40 anni fa, di sicuro. Oggi è solo un punto di partenza, lo starter del centometrista sulla pedana.
40 anni fa trovare lavoro per un giovane ingegnere richiedeva il tempo massimo di 1 settimana. Per un giovane ingegnere del 2012 utilizzare le stesse strategie di un giovane ingegnere del 1972 per cercare impiego, lo porteranno solo ad avere porte chiuse per "oversize", sovraccarico del sistema di un numero massivo di ingegneri sfornato ogni anno. Nel '72 all'ultimo anno di ingegneria si laureavano in 5 o 6, oggi almeno 10 volte tanto per ogni sessione. L'habitat è cambiato per sempre.

Cosa fare quindi? Studiare ancora? Cercare un lavoro? A chi chiedere? Inviare curriculum? Serve?
Come si deve comportare un laureato in giurisprudenza e uno in scienze politiche? Ci sono dei punti in comune?
In linea di massima voglio dire questo: muoversi da soli è difficile, ma fattibile. Ci sono persone che nel DNA hanno dinamicità, entusiasmo, sanno vendersi e non si perdono mai d'animo, vanno sempre avanti. Sanno costruire il loro nido luccicante, per farla breve. Mentre moltissimi altri ragazzi, dopo le prime porte chiuse, si scoraggiano e fanno lavori alternativi. Per alcuni è una scelta obbligata, per altri un triste capolinea. Se arrivi a 40 anni che fai la commessa con una laurea in tasca, difficilmente di metterai a fare il lavoro per il quale che hai studiato, mollando un contratto e partendo da zero.
Dalla mia esperienza qui nel mio studio individuale, ho scoperto che il massimo risultato si ha in gruppo.
L'ho visto nei gruppi di giocatori d'azzardo patologico, e nei gruppi di alcolisti: il gruppo dà energia e si auto-rinforza. Pensateci: un gruppo elitario di 5 laureati in professioni profondamente diverse, che non si fanno concorrenza, e che sviluppano strategie individuali per aprire nuove porte. Sviluppano nuove competenze, e imparano dall'incredibile esperienza di ciascuno, che ogni settimana si attiva per portare a termine obiettivi a breve termine.
Pensateci.
Se dovessi mettere un annuncio, scriverei così:

"Seleziono 5 giovani neo-laureati senza occupazione per costituire un gruppo di motivazione ed empowerment. Obiettivo: diventare imprenditori di se stessi, e raggiungere obiettivi lavorativi entro 6 mesi". Gli incontri saranno a cadenza settimanale, ad un prezzo "50% discount"di 20€ a incontro.  Durata ciascun incontro: 2h.
Per formare il gruppo sarà necessario un primo colloquio valutativo (gratuito, ovviamente). Indispensabile mettersi in discussione".

Per ora non credo che appenderò un annuncio del genere in città, perché vorrei che lo leggessero persone intelligenti, dinamiche, riflessive, persone che hanno delle potenzialità e vogliono svilupparle a qualsiasi costo.
E so che tutti i lettori di questo blog hanno queste caratteristiche.

Dott. Delogu





domenica 20 maggio 2012

Consulenza psicologica on line


Cari lettori,
da oggi è possibile su questo portale la possibilità di fare una consulenza psicologica on line.
Quindi sarà possibile avere un colloquio tramite webcam della durata di 50 minuti, al prezzo minimo del tariffario (40€), eliminando le distanze geografiche.


In cosa consiste la consulenza?
Consiste nella definizione del problema, nel localizzare le risorse e gli strumenti necessari per risolverlo, e nel fornire indicazioni, chiarimenti e informazioni legati alla mia esperienza pluriennale nei vari SERT, CSM, CIM, e ospedali. 
Per motivi legali, è vietato fornire on line psicoterapia o fare diagnosi.


Come si fa a prenotare una consulenza on line?
Per prenotare una consulenza psicologica on line, è necessario seguire la seguente procedura:
1) contattatemi su uno dei seguenti recapiti per stabilire giorno e ora della consulenza:
mail: g.delogu@me.com
cell. 347 3095315

2) effettuare il pagamento automatico su Paypal per la consulenza,cliccando sul pulsante sottostante (è necessario avere una qualunque carta di credito, o visa electron tipo postepay).

 

Per poter usufruire del servizio è necessario una connessione internet, una webcam, cuffie con microfono, e il programma skype.

Come posso contattarla su skype? (per gli esperti, vedi punto 4)
Per chi non sapesse usare Skype, ecco le cose da fare:
1) installare skype al sito http://www.skype.com/intl/it/home e cliccare su "iscriviti a skype" in alto a destra.
2) una volta completato il form di iscrizione, e scaricato il programma, aprirlo.
3) Una volta su "Skype home", cliccare su "trova gli amici su skype".
4) nella barra in alto digitare  "  giovanni.delogu78  " e cliccare sull'icona verde sulla destra.

Una volta che avremo stabilito un appuntamento per la consulenza on line, vi manderò sulla mail un riassunto di tutti i passaggi per scaricare il programma skype e aggiungermi tra i contatti.

Dott. Giovanni Delogu

mercoledì 16 maggio 2012

Parlare con uno psicoterapeuta è come parlare con un amico? Leggete qui.


E' da un po' di tempo che non scrivo, per mancanza di ispirazione. 
Ma ieri sera ho avuto la prova che nessuno sa cosa fa uno psicoterapeuta, e tutte le persone con le quali ho parlato sono convinte che non ci sia grossa differenza rispetto al parlare con un amico. 
Ecco dunque che spiegherò in modo chiaro perché tutto ciò è falso. Tutti sanno cosa fa un architetto, nessuno sa in cosa consiste la professione di uno psicoterapeuta: perché? Si parla e basta? Scommettiamo?

Differenza tra chiacchierare con un amico e fare psicoterapia:

1) un amico dà consigli, ascolta e dice il suo punto di vista, poi andate insieme al cinema.
2) Lo psicoterapeuta di orientamento cognitivo-comportamentale, breve strategico, ipnotico, sistemico-relazionale (che son quelli che conosco io, ma ce ne sono anche altri) NON danno consigli, ma applicano delle strategie, protocolli, modelli psicoterapici studiati appositamente per risolvere determinati disturbi. 
Esempio: se ti sale un'ansia bestiale quando devi parlare in pubblico, e questo ti blocca maledettamente, un amico al massimo può dire "stai tranquilla", oppure "non pensarci", o ancora "non c'è niente di cui aver paura, pensaci". Uno psicoterapeuta, in base al suo orientamento, insegnerà delle strategie specifiche per abbattere l'ansia, o lavorerà con tecniche mirate per desensibilizzarti dallo stimolo ansiogeno, o lavorerà sui tuoi pensieri con quella che si chiama "ristrutturazione cognitiva" per boicottare il tuo unico pensiero disfunzionale. Quindi direi tutto fuorché un'amabile chiacchierata, in particolare se guardiamo il risultato. 
Ciò non toglie che ci sono dei modelli psicodinamici non così interventisti (io ad esempio sono molto interventista) che lavorano sul passato lasciandoti parlare per tante tante sedute. Il che in un'ottica psicanalitica ha un suo perché, che non sto qui a spiegare, non essendo un approccio che mi appartiene. 
Però in linea di massima a seconda dello psicoterapeuta che scegli ti ritroverai a fare un lavoro ben strutturato e faticoso, che darà risultati in poco tempo (e infatti prendono il nome di "terapie brevi"). 
Quello che vorrei far passare è che gli psicoterapeuti non fanno tutti la stessa cosa, per discorsi di orientamento di psicoterapia e teorie di riferimento. 
Come in tutte le professioni può capitare di trovare ottimi professionisti come meno ottimi o meno attenti; l'errore è di fermarsi al primo tentativo e dire "tanto è inutile". 
Cosa importante: la psicoterapia la si fa in 2, e la condizione indispensabile è che la persona che scegli ti convinca personalmente e professionalmente, cioè che ti trasmetta competenza, ti faccia sentire a tuo agio, ascoltata e accolta. Queste ultime cose sono molto più importanti della migliore "tecnica" psicoterapeutica esistente al mondo -nel senso che dettano le condizioni affinché funzioni tutto il resto. 

Saluti

Dott. Delogu

venerdì 13 aprile 2012

Maggio di informazione psicologica: seminari gratuiti

MIP, maggio di informazione psicologica.
Ok, ma che cos'è questo MIP?
E' un evento a carattere nazionale che coinvolge tutte le regioni d'Italia con la partecipazione complessiva di oltre 1500 psicologi e psicoterapeuti, che offrono seminari gratuiti rivolti alla popolazione, e un primo colloquio gratuito. Qui nel medio campidano siamo 8 colleghi che mettono a vostra disposizione la loro preparazione.

Con il  patrocinio del comune di Sassari e della Provincia di Cagliari, porteremo avanti seminari di vario genere, devo dire tutti molto interessanti, che troverete qui  http://www.psicologimip.it/cagliari  
Quest'anno farò da solo un unico seminario sull'ipnosi, dove parleremo degli aspetti scientifici, ma anche più misteriosi e ambigui, conditi da dimostrazioni, induzioni di gruppo, fenomeni ipnotici etc. Quindi preparatevi.

Al di là di questo, vi invito a dare un'occhiata a tutti i seminari, e aggiungo che se potessi li seguirei in veste di partecipante tutti quanti. 

Prenotarsi è facile, basta un clic. 
Ugualmente per chi volesse avere un colloquio gratuito nel mese di maggio, può chiamare i numeri che trovate sempre qui http://www.psicologimip.it/cagliari/ sulla destra. 

Prenotatevi, ci vediamo al seminario.

Dott. Delogu 


domenica 15 gennaio 2012

Superare il trauma della Costa Concordia

Ho seguito molto da vicino gli eventi della , ammiraglia della Costa crociere, naufragata tra la notte di venerdì e sabato 15 gennaio 2012. Una crociera trasformata in un incubo che i giornali descrivono appena in punta di penna, dando ampio spazio a come le cose (forse) andarono, alle operazioni di soccorso e a come le persone hanno fatto quadrato di fronte ad un evento simile, stringendosi attorno a chi quell'incubo l'ha vissuto sulla propria pelle, chiunque esso sia.
Questo evento traumatico lascerà dei segni, e per alcuni saranno dei segni che comprometteranno la vita dei giorni a venire. Tra questi alcuni svilupperanno un PTSD, disturbo post-traumatico da stress, altri non saranno più in grado forse di salire su una nave, o avranno gli incubi per mesi.
Vorrei dire a queste persone che esiste una terapia *specifica* per i traumi, la stessa terapia usata a New York per i sopravvissuti dell'11 settembre, e usata qui in Sardegna quando c'è stato l'alluvione lo scorso anno. Questa terapia, che ho provato su di me, quindi parlo per esperienza diretta, permette di scollare il ricordo traumatico dalla componente emotiva, in modo che quando la persona ripensa all'evento, lo percepisce distante, lontano, come se quell'evento fosse accaduto a qualcun'altro. Questo io ho visto su di me, e vedo ogni giorno quando lavoro con persone che hanno subito lutti, abusi sessuali, violenze, incidenti, maltrattamenti.
EMDR: eye movement desensitization and reprocessing, ossia desensibilizzazione e rielaborazione dell'evento attraverso i movimenti oculari. Terapia breve, rapida, efficacia che supera l'80%, mirata al ricordo dell'evento. Lascio il sito dell'associazione nazionale EMDR, affinchè,chi vuole, possa capire chi siamo e cosa facciamo.
http://www.emdritalia.it/ita/html/emdr.html
http://www.emdritalia.it/ita/html/trauma.html

Per esperienza vi dico che un ricordo non si può cancellare, ma si può fare in modo che smetta di fare male, per sempre.

Massima vicinanza emotiva da parte mia per tutti i sopravvissuti e i membri dell'equipaggio.

Dott. Delogu
psicologo psicoterapeuta
EMDR 2° livello
Membro dell'associazione EMDR Italia

giovedì 22 dicembre 2011

Ipnosi regressiva alla vita precedente: una testimonianza diretta comprovata.

Attendevo di scrivere questo post da mesi, e finalmente, cari lettori, posso fornire la prova documentabile che in ipnosi regressiva è possibile rievocare ricordi "reali" della vita precedente, che non siano cioè solo costruzioni della fantasia, o reminiscenze di informazioni apprese in passato, ma che abbiano un riscontro documentabile nella realtà oggettiva. 
Il fatto che verrà descritto ha dell'inspiegabile, e non posso che avventurarmi nelle ipotesi più ardite per poterlo spigare. E' accaduto diversi mesi fa in una seduta di ipnosi con una persona di mia conoscenza, che mi ha chiesto di mantenere l'anonimato. Posso garantire personalmente che questa persona, di cui ho grande stima personale e professionale, non è un fanatico, bensì una persona di grande levatura culturale, seria, precisa, e onesta, con un atteggiamento scettico verso fenomeni come l'ipnosi regressiva alle vite precedenti, della quale peraltro aveva solo sentito parlare.  
Ed è quindi con immenso piacere che riporto la mail scritta apposta per questo blog dal protagonista di questa storia. Lascio a voi tutti gli interrogativi che nascono spontanei e le riflessioni in merito.
Per qualsiasi chiarimento o dubbio scrivete un commento, o inviatemi una mail. 

Dott. Delogu


"Un venerdì presso il mio studio, l’amico Giovanni passa a salutarmi. Avevamo parlato di ipnosi in passato, ma in quel periodo l’idea di sottopormi ad un processo ipnotico mi attirava e incuriosiva allo stesso tempo.
Decido allora senza ulteriori indugi di iniziare l’ipnosi. Ero sereno e rilassato, anche per la conoscenza personale e la fiducia professionale e non che ripongo nei confronti di Giovanni.
Mi metto comodo, respiro profondamente e ascolto la voce di Giovanni, le sue parole mi guidano e dopo qualche istante mi ritrovo in luoghi che vedo per immagini, come fotografie, ma mi sento lontano da tutto quello che mi passa davanti. E’ una situazione particolare e inusuale, ma niente di sconvolgente. Non sono pienamente coinvolto e sono solo uno spettatore. Per ora.
La cosa sconvolgente succede di lì a poco: mi ritrovo catapultato in un campo di concentramento e indosso una divisa. Questa volta nessuna immagine mi scorre davanti, sto vivendo tutto personalmente e sono completamente immerso nella scena: sento la neve che mi cade addosso, le urla disperate delle persone, vedo il sangue per terra e percepisco il terrore, il mio ed il loro. Giovanni mi chiede come mi chiamo, rispondo senza esitazione col nome completo di cui riporto le iniziali (M.K.). Sono sempre nel campo di prigionia, in una situazione di attesa snervante. Un ufficiale dell’Armata Rossa mi si avvicina e mi chiede di uccidere le persone vicine, io rifiuto ed i prigionieri mi sorridono, mi guardano stremati e tremanti con un’espressione di rispetto e gratitudine. L’ufficiale mi ordina di inginocchiarmi e ora sento la canna della pistola puntata sulla mia nuca, è gelida, le persone mi guardano ed io guardo loro. Sento lo sparo, vedo il mio sangue che zampilla sulla neve e qualche istante dopo abbandono il mio corpo. Voglio subito vendicarmi ma non posso, sono solo spirito ed in poco tempo mi trovo seduto su una roccia in cima ad una montagna. Sono molto stanco ma in uno stato di pace e quiete totale.
Voglio fermarmi in quell’istante, l’ipnosi è quindi terminata, ma la mia curiosità no: M.K. (non scrivo il nome per intero perché sono “geloso” di chi ero in una vita precedente) ha un cognome che suona come ungherese o slovacco. La sera stessa chiamo una delle mie migliori amiche, una ragazza ungherese, a cui chiedo come prima cosa di non fare domande e come seconda cosa di fornirmi informazioni esclusivamente per iscritto su M.K. La sua ricerca in una prima fase non ha alcun riscontro, ma qualche ora dopo mi contatta e mi spiega il perché: M.K. era il nome di battesimo di un ebreo ungherese, cambiato in E. B.-Z. in seguito alle persecuzioni razziali. Ormai tutti lo conoscevano come E. B.-Z. e non col suo vero nome (M.K.). Era un dissidente perseguitato da nazisti prima e da comunisti sovietici poi, che rifiutò di uccidere dei prigionieri in un campo in Ucraina nel 1943. A seguito del suo rifiuto fu ucciso da un ufficiale Sovietico. Il tutto perfettamente corrispondente alla mia esperienza. C’è un monumento in territorio ucraino dedicato alla memoria di questa persona. Ovviamente, non conoscevo E. B.-Z. e tantomeno il suo nome di battesimo; gli ungheresi stessi lo conoscono solo col nome E. B.-Z.
Subito dopo l’ipnosi ho pensato che molto di quello che avevo “vissuto” potesse essere frutto della mia immaginazione/auto condizionamento, ma l’episodio del nome mi ha fatto decisamente cambiare idea…
L’ipnosi mi ha regalato maggiore coscienza di me, mi ha aiutato a capire le mie peculiarità e soprattutto le mie inclinazioni e passioni interiorizzate che mi hanno portato a scegliere un certo tipo di interessi, esperienze e studi universitari e post-universitari. Non voglio convincere nessuno di niente, fondamentalmente sono molto scettico, ma questa esperienza mi ha fatto cambiare idea sull’ipnosi e con molta semplicità mi fa piacere raccontarla…"

mercoledì 19 ottobre 2011

Corso sull'assertività. Impariamo a comunicare.

Almeno una volta nella vita capita: siamo di fronte a qualcuno, dobbiamo dirgli qualcosa di scomodo, che abbiamo rimandato per troppo tempo, e lì sul momento ci mancano le parole, non sappiamo bene nè che tono usare, nè quali parole scegliere.Come si fa a dire al capoufficio di non alzare la voce? O che ciò che ci ha detto di fronte a tutti è stata un'umiliazione? Come reagire di fronte ad un sorriso di scherno, o quando abbiamo a che fare con quelle persone "che hanno sempre ragione loro"? Come si fa a dire ad un amico che sta scherzando in modo troppo pesante? O che la sua amicizia non la vogliamo più? Come si fa a dire le cose senza ferire l'altro, o senza passare noi nel ruolo di vittime?
Lo imparerete nel corso sulla comunicazione assertiva, composto da 2 parti, che si terranno nelle seguenti date:
1) venerdì 16 dicembre dalle 18 alle 20,
2) sabato  17 dicembre dalle 10 alle 12.


La sede verrà comunicata al momento dell'iscrizione.

Che cos’è l’assertività? L’assertività (dal latino “asserere” che significa “asserire”), o affermazione di
sé, è la capacità di riconoscere e comprendere le proprie emozioni ed esigenze, e di imparare ad esprimerle
in modo chiaro, adeguato e costruttivo per riuscire a realizzare i propri obiettivi, senza venir presi per egoisti o aggressivi. È quindi alternativa ai comportamenti aggressivi o passivi, che portano a sperimentare emozioni
negative quali ansia, depressione, senso di colpa, rabbia e invidia.
Perché è importante essere assertivi?
La persona assertiva agisce per ottenere ciò che desidera e ritiene opportuno per sé, rispettando
i diritti degli altri, ma non necessariamente i loro desideri. La capacità di
essere assertivi e abili in ambito sociale, non è innata e immutabile, ma si può imparare.
Acquisendo uno stile di vita assertivo si interagisce in modo più efficace nella vita di tutti i giorni: con il partner, con la famiglia, con i colleghi e i superiori e si affrontano in maniera funzionale le situazioni conflittuali. L’assertività è uno strumento molto utile a tutti per la gestione ottimale dei rapporti interpersonali.
Di cosa tratta il training di assertività?
Il training si sviluppa in 4 incontri, di un’ora e mezza ciascuno, durante il quale saranno affrontati i seguenti temi: 
- come imparare a distinguere tra comportamento assertivo, passivo e aggressivo; 
- come acquisire consapevolezza del proprio stile di comportamento, dei condizionamenti e delle paure a cui siamo soggetti;
- come negoziare e gestire i conflitti; come fare e ricevere complimenti; 
- come fare e ricevere critiche;
- come fare richieste e imparare a dire “no”.

Il corso che faremo sarà essenzialmente pratico, dovrete mettervi in gioco, capire i meccanismi della comunicazione, e testare poi nella vita reale ciò che avrete imparato in ciascuna sessione del corso. L'obiettivo è che riusciate a dire anche le cose più difficili senza ferire l'altro, e uscendone sempre a testa alta... in una parola, essendo "assertivi".
Costo: 120 €
Per info e prenotazioni, chiamatemi o mandatemi una mail.
Dott. Giovanni Delogu
Tel. 347 3095315
mail to: albaspina@tiscali.it